Buongiorno tristezza | Otto Preminger (1958)

Risultati immagini per bonjour tristesse filmSin dai titoli di testa espliciti, mutanti e geniali di Saul Bass (occhi, lacrime, cuori, colori essenziali ma ruvidi) ben si capisce l’intenzione di fondo di un film del genere: Otto Preminger, senza snobismi o con chissà quali sofismi, confeziona (in terra francese, nella quale si era trasferito negli anni cinquanta) un fiammeggiante e al contempo glaciale mèlo tratto dall’omonimo e popolare romanzo di Françoise Segan.

Al centro della scena un insolito triangolo che vede: un vedovo cinquantenne dongiovanni e assai frivolo; sua figlia follemente innamorata di lui (o della sua immagine); e un’amica di famiglia molto repressa che diventa nuova compagna del papà. Il finale non può che essere tragico. Il tempo non esiste, esistono soltanto i ricordi.

Ricordi a colori, perché i giorni della spensieratezza non possono che essere esuberanti come le tinte di Georges Périnal (fotografia che sa esaltare una Costa Azzurra che forse non esiste più), e presente (o anche futuro, perché la speranza, forse, non ci sarà più) in bianco e nero come se fosse un’autopunizione, un esilio volontario ed inevitabile lontano dall’impossibilità della felicità.

A suo modo è anche un romanzo di formazione, se vogliamo anche abbastanza crudele ma anche fondamentale per capire la pericolosa necessità del dolore. Jean Seberg, i cui occhi inondano lo schermo con indecente splendore, sa rappresentare perfettamente le tenerezze e le cattiverie dei giovani in uscita dai confini dell’adolescenza e il film appartiene soprattutto a lei, per quanto il gigionesco David Niven e l’autorevole Deborah Kerr siano assolutamente sublimi e buoni per tutti le stagioni.

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Accanto a loro, si stagliano due partecipazioni di simpatico interesse: Walter Chiari che sottolinea la componente brillante (molto accesa nella prima parte) con una caratterizzazione buffa; e un’adorabile Mylène Demongeot da premio che marylineggia con personale autoironia. Ciliegina sulla torta: Juliette Gréco che intona nell’incipit la canzone che dà il titolo al film. Altri tempi.

BUONGIORNO TRISTEZZA (BONJOUR, TRISTESSE, U.S.A., 1958) di Otto Preminger, con David Niven, Deborah Kerr, Jean Seberg, Mylène Demongeot, Geoffrey Horne, Juliette Gréco, Walter Chiari. Mélo. ***

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