La bella di Roma | Luigi Comencini (1955)

Margadonna e Comencini, con Edoardo Anton e Massimo Patrizi, costruiscono un personaggio femminile che è dominus assoluto della narrazione, incarnato dall’attrice più prorompente e sicura di sé dell’epoca. Silvana Pampanini, rigogliosa trentenne, ha la fame di chi vuole la gloria, l’astuzia del popolo, la precisione del divismo. Un titolo che è il suo autoritratto, simbolo effimero di una città intera che risorge dalle macerie con le forme e i desideri di una donna moderna e tradizionale.… Read More La bella di Roma | Luigi Comencini (1955)

Recensione: Gli anni più belli

Gli anni più belli non si nasconde dietro al dito che indica la luna del cinema che mai più sarà. Gli anni più belli lo ammette chiaramente che la sua ambizione massima si scontra con l’impossibilità di rifare C’eravamo tanto amati, i cui diritti Gabriele Muccino ha comprato un po’ per mettere le mani avanti di fronte al catalogo di citazioni, un po’ per dichiarare esplicitamente il suo essere “surrogato” o “paratesto” di quel cinema lì e un po’ per rincorrere il film che più di ogni altro ha influenzato la generazione dei registi cinquantenni italiani.… Read More Recensione: Gli anni più belli

Il disco volante | Tinto Brass (1964)

C’è sempre quel matto di Rodolfo Sonego dietro i film più assurdi di Alberto Sordi, e purtroppo c’è anche quando, nella fase calante del divo romano, assecondava anche le idee peggiori. Qui l’estro dello scrittore veneto mette a disposizione di Sordi una delle ultime follie un secondo prima della (auto)monumentalizzazione, un tentativo di fantascienza al crocevia della commedia all’italiana. Siamo, d’altronde, nel decennio dei congressi interspaziali, della ricerca di incontri ravvicinati del terzo tipo dopo la psicosi americana della guerra dei mondi.… Read More Il disco volante | Tinto Brass (1964)

Totò e i re di Roma | Steno e Mario Monicelli (1952)

Sembra arrivare da un racconto impiegatizio di Mario Soldati o Renato Castellani, è una variante buffa di un signor Travet, le cui Miserie furono narrate dallo stesso Soldati a ridosso della guerra per “celebrare” la spina dorsale della nazione rinascente: il ceto medio. Sponda burocratica, Totò esplora lo stesso mondo ministeriale dei coevi Il cappotto di Alberto Lattuada e il meno celebrato Ragazze da marito di Eduardo De Filippo.… Read More Totò e i re di Roma | Steno e Mario Monicelli (1952)

Finché c’è guerra c’è speranza | Alberto Sordi (1974)

Sordi sembra chiedersi: a cosa è disposto un uomo per assicurare ai propri cari il benessere economico? Dove finisce l’etica di una persona che di mestiere fa il mercante di morte? Perché chi resta a casa a non fare nulla deve godere del lavoro del capofamiglia? In una certa misura è un grande film andreottiano: non avete idea di quanto male bisogna perpetrare per garantire il bene comune, in questo caso familiare.… Read More Finché c’è guerra c’è speranza | Alberto Sordi (1974)

Fellini 100 | Roma (1972)

Dapprima sembra che a Fellini interessi anzitutto capire cosa sia Roma: Roma è una scritta nera che inonda il quadro rosso, dunque una pietra, quindi la storia, le geografia, il teatro. Una stazione che accoglie il forestiero con i manifesti dei film, quasi a dichiarare da subito ciò che Gore Vidal afferma verso il finale: è la città delle illusioni e non fa niente per nasconderlo.… Read More Fellini 100 | Roma (1972)

Fellini 100 | Prova d’orchestra (1979)

Forse la più completa e compiuta (sarà per la rapidità?) presa di posizione felliniana nell’orizzonte di un’allegoria tanto suggestiva quanto comprensibile (sarà per la destinazione televisiva?), Prova d’orchestra vive tuttora nella palla distruttiva simbolo dell’apocalisse imminente… e al contempo oggetto ordinatore del caos di una nazione che dovrebbe solo fare un po’ di silenzio (dieci anni dopo arriverà La voce della luna).… Read More Fellini 100 | Prova d’orchestra (1979)

Fellini 100 | Lo sceicco bianco (1952)

Si sa, il film non fu esattamente un successo. Fellini, per la prima volta da solo dietro la macchina da presa, veniva da una co-regia con Alberto Lattuada, Luci del varietà, che pur contenendo gli embrioni di una poetica è da accreditarsi soprattutto all’allora più esperto e “potente” collega per la compattezza, la linearità, il registro. Sordi, star della radio e della rivista, scontava il flop di Mamma mia, che impressione! ed era di fatto considerato veleno per il botteghino.… Read More Fellini 100 | Lo sceicco bianco (1952)

Il giudizio universale | Vittorio De Sica (1961)

Provate a rileggere le recensioni d’epoca di Il giudizio universale. Anzi, meglio: provate a leggere le cronache della prima mondiale, avvenuta in apertura della Mostra del Cinema di Venezia. Scoprirete il racconto di una catastrofe (annunciata? Più che altro auspicata, attesa, montata), che a dire il vero si è disperso negli anni, attenuato dall’oblio in cui tutto sommato, è finito il kolossal partenopeo-apocalittico che porta almeno tre firme.… Read More Il giudizio universale | Vittorio De Sica (1961)

Recensione: Hammamet

Se in Hammamet manca quasi del tutto una riflessione che non sia legata dell’autodifesa del colpevole (di cosa? Della fine di un partito, di un sistema, di un certo modo di pensare la politica nel bene e nel male), con inserti in 4:3 che dovrebbero essere le sole esplicite citazioni dell’originale, la cosa che più funziona è la storia del corpo in disfacimento, prestato da un gigantesco Pierfrancesco Favino, impressionante per impegno mimetico, che come un vampiro succhia l’anima, la gestualità, lo sguardo di Craxi.… Read More Recensione: Hammamet

Recensione: Tolo Tolo

Tolo Tolo è anche un work in progress, che non ha la stessa coscienza della fine del sé-maschera e dell’inizio del sé-icona né il medesimo tono comico-patetico di La vita è bella, da più parti citato come calco dell’operazione. È il tentativo da parte di Medici di inserire Checco nella tradizione della cosiddetta commedia all’italiana, trasformandolo via via in un personaggio da sviluppare entro meccanismi che non siano semplicemente usa-e-getta.… Read More Recensione: Tolo Tolo

Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata | Luigi Zampa (1971)

È un’Italia fuori dall’Italia, quella filtrata dallo sguardo di Rodolfo Sonego, il nostro sceneggiatore più attento alle dinamiche dell’italiano all’estero, a un’estraneità dalla madrepatria che sia occasione per scoprire dolori latenti o epifanie scombussolanti (Il diavolo è in questo senso esempio trasparente). Un’Italia laboriosa e spiccia, divisa tra lesti e loschi cialtroni in tour e ingenue vittime del sistema tanto nella terra natia quanto in quella d’accoglienza.… Read More Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata | Luigi Zampa (1971)

Stasera in tv: Tutto quello che vuoi di Francesco Bruni alle 21:20 su Rai 3

Originally posted on LORENZO CIOFANI:
TUTTO QUELLO CHE VUOI (Italia, 2017) di Francesco Bruni, con Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni, Antonio Gerardi, Donatella Finocchiaro, Emanuele Propizio, Raffaella Lebboroni. Commedia. *** ½ Potremmo chiamarla la “linea Bruni della commedia italiana”, nel senso di Francesco. Parte da Ovosodo, passa per Caterina va in città e arriva a…

Recensione: La dea fortuna

Checché se ne dica, Ozpetek non fa sempre “lo stesso film”, perché la questione mi sembra più sofisticata: fa sempre “lo stesso tipo di film”. Le marche tipiche del suo cinema sono diventate dei cliché, la prevedibilità di certi schemi ha depotenziato la forza di un universo raccontato con empatia e aderenza, l’equilibrio tra commedia e mélo appare sbilanciato laddove l’una arriva in soccorso dell’altro quando perde di fuoco o di compattezza.… Read More Recensione: La dea fortuna

Mio figlio Nerone | Steno (1955)

Notoriamente disprezzato da Alberto Sordi, Mio figlio Nerone è uno dei disastri più conclamati della sua carriera. Si racconta che, irritato dalla propria interpretazione, il divo abbandonò la proiezione alla Mostra di Venezia. Meno tragico, rievocando la stessa occasione, lo sceneggiatore Rodolfo Sonego narrava che, compresa la malaparata, disse a Steno di squagliarsela: e, come due ladri, lasciarono la sala, di lì a poco subissata di fischi.… Read More Mio figlio Nerone | Steno (1955)

I due nemici | Guy Hamilton (1961)

È talmente “un film di De Laurentiis” che il nome del regista compare per penultimo, prima di quello del produttore. Nell’arco di pochi anni, Guy Hamilton sarebbe diventato uno dei principali registi della serie di James Bond. Qui è chiamato al compito di mettere in scena la sceneggiatura, garantendo un po’ di brio a un film apparentante a un genere che in quegli anni era qualcosa di abbastanza peculiare per il cinema italiano: raccontare la guerra in una prospettiva umoristica.… Read More I due nemici | Guy Hamilton (1961)

Mi permette, babbo! | Mario Bonnard (1956)

Aldo Fabrizi è ancora il primo nome in cartellone malgrado sia già Sordi quello che porta la gente al cinema: anziché sottolineare l’adesione allo stesso humus e la continuità di un certo tipo di comicità, quello compiuto da Sordi è un vero e proprio parricidio. L’arma è sovversiva: tanto Fabrizi è bonario e burbero quanto Sordi è fastidioso e presuntuoso, il primo deputato a incarnare il lato tollerante della romanità e l’altro chiamato a metterne in evidenza le minime meschinità.… Read More Mi permette, babbo! | Mario Bonnard (1956)