Il conte Max | Giorgio Bianchi (1957)

Remake di Il signor Max, classico di Mario Camerini della stagione dei telefoni bianchi, tra i più compiuti esemplari di commedia sofisticata alla maniera italiana, con lo sguardo rivolto a una visione cosmopolita tra il décor da raffinato scherzo ungherese e lo spirito americano, Il conte Max perde la regia del maestro in favore di quella del sottostimato artigiano Bianchi e, in mancanza della fuga onirica nella favola lontana dalle tenebre fasciste, si adatta alla verve della commedia popolaresca romana.… Read More Il conte Max | Giorgio Bianchi (1957)

Stasera in tv: 7 minuti dopo la mezzanotte di J.A. Bayona su Rai 4 alle 21:10

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7 MINUTI DOPO LA MEZZANOTTE (A MONSTER CALLS, U.S.A.-Spagna-G.B., 2016), di J.A. Boyana, con Lewis MacDougall, Sigourney Waever, Felicity Jones, Liam Nesson, Toby Kebbell. Fantastico. ***½ Il dodicenne Conor ha un incubo ricorrente: sogna di trovarsi nel mezzo di un disastro ambientale e di non riuscire a salvare sua madre.…

Recensione: Le Mans ’66 – La grande sfida

Ford V Ferrari, insomma, ha un cuore che batte seguendo il ritmo dell’epica americana con tutte le sue conseguenze – per chi scrive piuttosto esaltanti benché (o forse soprattutto per questo) sempre sul filo della retorica – essendo la storia vera di come la casa automobilistica d’oltreoceano riuscì a sconfiggere il cavallino rampante in una delle corse più spericolate di sempre. Il tema non è solo incardinato nell’autocelebrazione della forza di volontà americana ma tocca anche altre due sfere.… Read More Recensione: Le Mans ’66 – La grande sfida

Napoletani a Milano | Eduardo De Filippo (1953)

Il punto è che Napoletani a Milano resta a tutt’oggi una delle commedie più brillanti e coraggiose a ragionare attorno alla dinamica nord-sud, in particolare al conflitto tra Milano e Napoli che da sempre attraversa il cinema italiano. Sarebbe, tuttavia, riduttivo limitarlo nei confini di questa dialettica, se non altro perché c’è di mezzo Eduardo che ha qui ambizioni ben più alte del raccontino pittoresco. E, no, si va fuori strada se lo si intende leggere nel solco del film corale di viaggio alla Parigi è sempre Parigi.… Read More Napoletani a Milano | Eduardo De Filippo (1953)

Recensione: Cetto c’è, senzadubbiamente

Superato all’ultimo dall’ambigua (ma nemmeno tanto: l’estetica era palesemente para-The Crown) operazione commerciale di Netflix che ha fatto credere per qualche minuto che Emanuele Filiberto di Savoia era intenzionato a scendere in campo o addirittura a fare un colpo di stato, il film appare già in una certa misura anacronistico nell’immaginare una restaurazione monarchica, benché il casato non sia quello sabaudo ma l’immaginaria stirpe dei Buffo di Calabria, di cui Cetto sarebbe l’ultimo discendente.… Read More Recensione: Cetto c’è, senzadubbiamente

Inediti/ I Wish | Hirokazu Kore’eda (2011)

A partire dalla richiesta delle ferrovie giapponesi di costruire un oggetto cinematografico con l’obiettivo di celebrare i nuovi treni ad alta velocità, Kore’eda ribalta il concetto piegando il concetto di film su commissione alle proprie esigenze creative. E, infatti, nonostante o forse soprattutto per le circostanze iniziali, realizza qualcosa di estremamente coerente con se stesso ma al contempo di “utile” per la committenza: i treni come veicoli di sogni, i treni dei e per i desideri.… Read More Inediti/ I Wish | Hirokazu Kore’eda (2011)

Un eroe dei nostri tempi | Mario Monicelli (1955)

Attraverso una serie di sketch che non si sfaldano mai per la compattezza narrativa garantita da Sonego e Monicelli, si delinea il ritratto impietoso di un omuncolo meschino e qualunquista, né di destra né di sinistra dunque disposto a vendersi pur di non rischiare. In questo senso è uno dei più acuti e perfidi racconti del decennio, imprescindibile per capire l’evoluzione del personaggio di Sordi – che amava molto il film, diretto da un regista di cui si fidava assai.… Read More Un eroe dei nostri tempi | Mario Monicelli (1955)

Recensione: Sono solo fantasmi

Se in prima battuta De Sica (nei panni di un mago dai capelli unti che cammina sui carboni ardente, sostanzialmente Giucas Casella) sembra rivolgersi al suo pubblico di riferimento, con battutacce da classico della volgarità boccaccesca ormai del tutto innocue sia per logoramento sia per depotenziamento, a poco a poco emerge lo spirito inquieto di un film crepuscolare in cui tutti sono degli sfigati: il mago senza reali poteri, Carlo Buccirosso umiliato dal suocero milanese, Gianmarco Tognazzi disagiato al limite della pazzia.… Read More Recensione: Sono solo fantasmi

Recensione: L’ufficiale e la spia

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L’UFFICIALE E LA SPIA (J’ACCUSE, Francia-Italia, 2019) di Roman Polański, con Jean Dujardin, Louis Garrel, François Damiens, Emmanuelle Seigner, Grégory Gadebois, Mathieu Amalric, Melvil Poupaud. Storico drammatico. **** Je suis Dreyfus. Oppure: Dreyfus c’èst moi. E lo stesso Roman Polański a dircelo. O perlomeno a indicarlo col dito. D’altronde non…

Stasera in tv: Il presidente – Una storia d’amore di Rob Reiner su La 5 alle 21:10

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Avrebbe dovuto essere Robert Redford e alla fine fu eletto Michael Douglas, reduce da un paio di interpretazioni carnali e disinvolte. Eppure, anche solo a livello rigenerativo e letto in opposizione allo squalo Gekko che gli diede l’Oscar, il divo funziona come presidente vedovo e rassicurante, forse un tantino idealizzato…

100 anni di Gillo Pontecorvo | Kapò (1959)

Sembrerà strano, forse eccessivo, eppure Kapò è diventato ormai “un carrello”. Quello, condannato da Jacques Rivette sui Cahiers du cinéma, in cui Pontecorvo mostra il suicidio di Emmanuelle Riva sui fili elettrificati: «l’uomo che decide, a questo punto, di fare un carrello in avanti per inquadrare il cadavere dal basso verso l’alto, avendo cura di porre la mano alzata esattamente in un angolo dell’inquadratura, ebbene quest’uomo merita solo il più profondo disprezzo».… Read More 100 anni di Gillo Pontecorvo | Kapò (1959)

Non per soldi… ma per denaro | Billy Wilder (1966)

Per la prima volta insieme, Jack Lemmon (quintessenza del cinema wilderiano) e Walter Matthau (vittima di infarto prima delle riprese, premiato con l’Oscar) impostano uno schema di coppia più scoppiettante che inedito. Si percepisce chiaramente l’impressione che questi corpi così caratterizzati era come se aspettassero da una vita di incontrarsi sul grande schermo: Lemmon così distinto e perbene, common man urbano dal retaggio provinciale, e Matthau, con quella faccia di gomma ora burbera ora buffa, quasi danzante e cartoonesco.… Read More Non per soldi… ma per denaro | Billy Wilder (1966)

Stasera in tv: Sogni d’oro di Nanni Moretti su Rai Storia alle 21:10

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Alla sua terza opera (dopo il super8 di Io sono un autarchico e l’Ecce bombo del 1978), Nanni Moretti inscena (ma neanche troppo…) la sua prima crisi professionale (ed umana?). Interpreta, infatti, Michele Apicella, un regista che dopo il successo del primo film non riesce a mandare in porto il secondo per svariati…

In viaggio con papà | Alberto Sordi (1982)

Alla luce della lettura di Verdone, una storia tutto sommato convenzionale rivela in realtà uno spunto interessante: c’è un padre stronzo, ricco, puttaniere e anaffettivo che non ha alcun vero legame con il figlio candido se non fesso, goffo, bamboccione. Il figlio ne soffre perché la latitanza del padre l’ha reso succube dunque pauroso delle figure femminili; il padre magari pure soffre, ma non sa dimostrare un’eventuale sofferenza perché troppo impegnato ad autorappresentarsi quale gallo italico.… Read More In viaggio con papà | Alberto Sordi (1982)

Stasera in tv: La tenerezza di Gianni Amelio su Raitre alle 21:20

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LA TENEREZZA (Italia, 2017) di Gianni Amelio, con Renato Carpentieri, Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi, Maria Nazionale. Drammatico. *** ½ A Napoli ci sta volentieri solo chi ci nasce, sospira Fabio, giovane ingegnere venuto dal nord. «E modestamente ci nacqui» chiosa, citando con sarcasmo l’illustre concittadino, l’anziano…

Recensione: Citizen Rosi

Furio Colombo sostiene che Francesco Rosi sia stato un artista e al contempo un intellettuale. Etichettarlo con una delle due identità, continua, finisce per offrire una visione parziale del personaggio. Rosi preferiva definirsi un cittadino, suggestionato dal titolo scelto per una retrospettiva americana dei suoi film. Due coordinate che spiegano bene l’idea su cui si edifica Citizen Rosi.… Read More Recensione: Citizen Rosi

Recensione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Per Lorenzo Mattotti, maestro assoluto dell’illustrazione, si tratta del debutto al cinema, dopo la strana esperienza in Pinocchio di Enzo D’Alò per cui aveva creato i personaggi e le scenografie. Benedetto dai francesi, impegnati in maggioranza nella produzione, è un film che intercetta il mondo degli adulti per la sua capacità di porsi quale metafora politica sull’utopia di un’armonia tra diversi (orsi e uomini) ma anche quello dei bambini per la ricerca di un disegno evocativo e aperto alle possibilità del sogno.… Read More Recensione: La famosa invasione degli orsi in Sicilia

Miracolo a Milano | Vittorio De Sica (1951)

E forse Miracolo a Milano – tanto apprezzato all’estero (primo premio al Festival di Cannes e altri prestigiosi riconoscimenti negli Stati Uniti) quanto incompreso e osteggiato in patria – faceva paura proprio perché sfuggente e limpido, dominato dalla trasparenza di un messaggio così chiaro e semplice veicolato da un linguaggio surreale del tutto unico per il cinema italiano di quegli anni. Esito tra i più compiuti della poetica di Zavattini…… Read More Miracolo a Milano | Vittorio De Sica (1951)

Recensione: La belle époque

Cinema della nostalgia che vola via come un bicchiere di vino e, piano piano, svela l’inquietudine nascosta nella tendenza al ripiegamento nostalgico delle nostre vite, ancor più evidente nell’epoca del ricordo condiviso che quando diventa pubblico sembra perdere un po’ della sua unicità. La belle époque è un film sulla fine del privato, sulla speculazione della memoria personale e al contempo sulla celebrazione della vita interiore nella forma di un perverso ma irresistibile surrogato cinematografico. Con un finale ineluttabile e toccante.… Read More Recensione: La belle époque

Recensione: Parasite

Una storia di fantasmi e angeli sterminatori, odori che tradiscono le origini e mutandine con le quali eccitarsi, pesche come armi e rocce misteriose, passaggi segreti e messaggi in codice. In equilibrio tra le ambizioni intellettuali e la mano tesa al pubblico, ragionando con la geometria e la politica (sopra e sotto, verticale e orizzontale, dentro e fuori), Bong libera la propria potenza visionaria in un coacervo di metafore e doppie letture, riuscendo a svincolare il dato particolare portando la storia su una dimensione più globale, costruendo un film fruibile a tutte le latitudini.… Read More Recensione: Parasite