Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: The Farewell – Una bugia buona

La forma adottata è quella del tipico dramedy indie, tra colori pastello che trasmettono ragionati intimismi e attenzione alle dinamiche relazionali di personaggi disfunzionali, e lo spirito è talmente leggiadro che è difficile non farsi stringere dall’abbraccio di un film così caldo e toccante. D’altronde il titolo è polisemico: l’addio non è tanto alla nonna ma a un’idea di casa. Sulla superficie una cerimonia degli addii, in profondità un coming of age.… Read More Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: The Farewell – Una bugia buona

Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Norton guarda sia alla tradizione della Hollywood classica, pur con un occhio ai b-movie, cercando suggestioni nei film di Jules Dassin e Otto Preminger per l’adesione a una città vissuta rischiosamente da chi non è ben integrato nel suo coacervo relazionale, sia a quella diciamo newhollywoodiana, ritagliando per sé il ruolo del protagonista, un investigatore privato affetto dalla sindrome di Tourette e cresciuto sotto l’ala protettiva di un uomo che lo ha salvato dall’orfanotrofio (motherless quindi senza madre, orfano).… Read More Festa del Cinema di Roma 2019 | Recensione: Motherless Brooklyn – I segreti di una città

Hook – Capitan Uncino | Steven Spielberg (1991)

Quasi una biografia ipotetica di un giovane regista condannato, almeno fino a quel momento, a essere trattato come un golden boy che, per usare la storica classificazione arbasiniana, è nel crinale del “solito stronzo”. Un infallibile creatore di sogni capace di incassare cifre da capogiro in un sapiente equilibrio tra grandeur tecnologica e sensibilità romanzesca, divertimento esaltante e commozione travolgente.… Read More Hook – Capitan Uncino | Steven Spielberg (1991)

Recensione: E poi c’è Katherine

Rivendicando la fiducia nella commedia – un tempo avremmo detto “sofisticata”, ma qui non è del tutto esatto – come genere indispensabile per intercettare i cambiamenti della società e interpretare i rapporti di forza tra potenti e sottoposti, E poi c’è Katherine incrocia almeno tre filoni. Il più vistoso deriva da Il diavolo veste Prada, per la relazione tra un capo carismatica e prossima alla crisi e una subalterna inizialmente inadeguata che a poco a poco conquista l’attenzione e il rispetto del superiore.… Read More Recensione: E poi c’è Katherine

Recensione: Wildlife

Per il suo esordio alla regia, Paul Dano ha scelto di adattare, con la compagna Zoe Kazan, Incendi di Richard Ford. Nella forma di un tipico dramma indie, Wildlife è un classico coming of age del Midwest americano, collocato all’inizio degli anni Sessanta ma adattabile anche al contesto contemporaneo. Nel Montana rurale, tra foreste da usare nelle industrie del legname e case che nascondono tormenti repressi, Joe è chiamato a crescere in autonomia mentre assiste al disfacimento del matrimonio dei genitori.… Read More Recensione: Wildlife

Recensione: Il re leone

L’operazione che la Disney ha scelto, più o meno da subito, è farcire la sontuosità di confezioni perfette e più vere del vero con quelle storie così intramontabili, arricchendole di dettagli e divagazioni che prima non poteva permettersi e oggi, sia per la durata dilatata sia per un certo mutamento nella prospettiva del film d’animazione, si concede di buon grado.… Read More Recensione: Il re leone

Recensione: C’era una volta a… Hollywood

Autore di un cinema dentro il cinema, cinefilo nella misura in cui il feticismo ha a che fare con l’amore, Tarantino fa uno scatto del tutto dentro la sua poetica: c’era una volta Hollywood, certo, ma ad Hollywood, secondo le regole del cinema hollywoodiano. La realtà è un canovaccio, il contesto entro cui ambientare una narrazione in gloria della fantasia, della reinvenzione, del ripensamento, i personaggi reali sono spunti su cui ricalcare ipotesi di star plasmate secondo l’idea che l’autore si è creato attraverso la loro vita cinematografica.… Read More Recensione: C’era una volta a… Hollywood

Venezia 76 | Recensione: Il Re (The King)

Con il termine “henriad”, s’intende il corpus delle opere epico-storiche di William Shakespeare, in genere considerata quella costituita da Riccardo II, Enrico IV, Enrico V e Riccardo III. Il Re è anzitutto un esercizio di stile e di scrittura compiuto da David Michôd e Joel Edgerton a partire da quelle opere: una rilettura della storia di Enrico V … Read More Venezia 76 | Recensione: Il Re (The King)

Venezia 76 | Recensione: Panama Papers (The Laundromat)

Steven Soderbergh sceglie lo spirito della “commedia didattica sulla finanza” nello stile di La grande scommessa, consapevole della necessità di dover dare una forma plastica a una storia fatta di numeri con troppi zero e società offshore, materia certo più facile da maneggiare in un reportage, come quello firmato dal Pulitzer Jake Bernstein che è all’origine della sceneggiatura scritta da Scott Z. Burns.… Read More Venezia 76 | Recensione: Panama Papers (The Laundromat)

Venezia 76 | Recensione: Giants Being Lonely

Grear Patterson è un giovane e già affermato artista newyokerse. Olmo Schnabel, figlio di Julian, è il produttore della sua opera prima. Da questo tandem nasce un film la cui durata breve e l’orizzonte apparentemente ridotto sono i cavalli di Troia di un’operazione in realtà molto ambiziosa, capace di incanalare un tale concentrato di rabbia repressa da esplodere in una crudeltà che è la voce più trasparente di una nazione abituata a mal celare le proprie turbe.… Read More Venezia 76 | Recensione: Giants Being Lonely

Venezia 76 | Recensione: Joker

Più che un prequel come avrebbero desiderato i fan più pigri, Joker è lo spiazzante studio psichiatrico che postula il futuro villain. Con il canone visivo e politico del cinema paranoico, parla della società contemporanea e delle sue patologie. Il ritratto di un malato, certo, che non scatena la guerra sociale ma la cavalca all’apice della violenza, diventando, nei panni di un personaggio generalmente associato alla festa e alla gioia, la più inquietante icona del male.… Read More Venezia 76 | Recensione: Joker

Venezia 76 | Recensione: Seberg

Seberg usa l’emblematica vicenda dell’attrice per definire l’orizzonte politico e sociale dell’America tra i Sessanta e i Settanta: la stagione del Vietnam e di Nixon, dominata dalla cultura del sospetto. La dimensione paranoica, infatti, rappresenta l’intuizione più felice di un film che cerca di rincorrere il passo teso del thriller, riuscendo a essere piuttosto intrigante quando cavalca le ossessioni della protagonista.… Read More Venezia 76 | Recensione: Seberg

Venezia 76 | Recensione: Ad Astra

Nei film di James Gray (tra i massimi registi americani per talento e titanismo) c’è sempre qualcuno che tende oltre i limiti della conoscenza. Pensiamo al suo ultimo capolavoro: qui la “lost city of Z” (titolo originale di Civiltà perduta) trova le sue coordinate (s)misurandosi secondo la più grande delle scale. Gray continua a raccontare le strazianti epopee di uomini chiamati a misurarsi con i propri desideri, inconsciamente consapevoli di dover ripensare il posto nel mondo eppure destinati a scontrarsi con la frustrazione.… Read More Venezia 76 | Recensione: Ad Astra

Venezia 76 | Recensione: Storia di un matrimonio (Marriage Story)

All’apice della consapevole padronanza dei suoi mezzi, Baumbach non si cela dietro le menzogne o le reticenze. Il suo film è quel che appare: Scene da un matrimonio secondo il mumblecore. Una commedia drammatica post-alleniana dentro l’orizzonte newyorkese (Los Angeles è una cartolina che non gli appartiene). E la suggestione si accende ancor di più alla luce del legame che intercorre tra Woody Allen e Ingmar Bergman. Si ride, si piange, ci si vomita addosso tutto il dolore. La malinconia devasta i cuori, la commozione è in agguato appena dopo un sorriso.… Read More Venezia 76 | Recensione: Storia di un matrimonio (Marriage Story)

Recensione: Midsommar – Il villaggio dei dannati

E, come Noi, il secondo film di Peele che sin dal titolo originale Us convocava direttamente gli United States, anche Midsommar, ritorno di Aster, lascia che la sua consapevolezza allegorica si manifesti in modo così aperto, esplicito, inequivocabile da risultare forse un po’ troppo programmatico nel dosare l’intrattenimento e la metafora, la paura della pancia e la teoria dell’assunto, lo spettacolo e il discorso politico.… Read More Recensione: Midsommar – Il villaggio dei dannati

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978)

Il Lina’s Touch pare essere formula buona per tutte le latitudini, a partire da un titolo chilometrico che mette insieme la suggestione apocalittica e le tempeste ormonali, la pioggia e la notte. Il feticcio di Giancarlo Giannini, reduce anche lui dalla consacrazione degli Oscar, ma non quello di Mariangela Melato, a cui viene preferita la più glamour Candice Bergen, più appetibile per il pubblico americano e, molto semplicemente, adatta al ruolo.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia (1978)

Recensione: Serenity – L’isola dell’inganno

Massacrato dalla critica, respinto dal pubblico, ridotto a fondo di magazzino da sfruttare per il deprimente mercato estivo, è in realtà un film piuttosto interessante per la sua capacità di ammiccare al citazionismo e alle regole della nuova serialità, mischiare riferimenti alla golden age e alla moda del “film-game”, appaiare paesaggio esotico e visione digitale, ricodificare in maniera spericolata e spesso spregiudicata un genere contaminandolo con altri.… Read More Recensione: Serenity – L’isola dell’inganno

Hercules | Ron Clements e John Musker (1997)

Prodotto nel decennio dei successi planetari de La bella e la bestia, Aladdin e Il Re Leone, Hercules è già un gioco pirotecnico degli ultimi fuochi del Rinascimento disneyano, prima della svolta femminista di Mulan rivolta alla copertura del mercato orientale ma con occhi occidentali. Anche qui c’è il ripensamento di un universo lontano, recuperando un immaginario che lo ricollega al peplum del passato, con quel gusto per la fantasmagoria nel raccontare qualcosa comunque del tutto incomprensibile al cinema americano: la mitologia.… Read More Hercules | Ron Clements e John Musker (1997)

Pinocchio | Sharpsteen/ Luske/ Roberts/ Ferguson/ Kinney/ Jackson/ Hee (1940)

Secondo lungometraggio Disney dopo il trionfo di Biancaneve e i sette nani, Pinocchio è un adattamento assai libero – riveduto, corretto, edulcorato: in definitiva depotenziato ma incredibile dictu universalizzato – del romanzo di Collodi che vive e trova la sua forza nella contraddizione: costato una fortuna, tanto da costringere l’azienda a recuperare con Dumbo, riesce… Read More Pinocchio | Sharpsteen/ Luske/ Roberts/ Ferguson/ Kinney/ Jackson/ Hee (1940)