Cielo sulla palude | Augusto Genina (1949)

Se superficialmente può sembrare il tipico prodotto da circuito parrocchiale, pensato per un consumo duraturo e rivolto ad un pubblico semplice e popolare, a scandagliarlo bene questo film forse un po’ sopravvalutato eppure complesso, fosco, allucinato – e soprattutto indicativo del periodo più di altri titoli – presenta elementi in apparenza contraddittori che però tendono ad una narrazione consapevolmente retorica.… Read More Cielo sulla palude | Augusto Genina (1949)

La primavera romana della signora Stone | José Quintero (1961)

Non è un gran film, ma un discreto saggio a buon mercato delle ossessioni di Williams, qui esaltate dalle congiunture metacinematografiche: gli amori disgraziati perché non paritari, le pulsioni sessuali in zona menopausa, la gretta umanità dei maschi, il crepuscolo come unico orizzonte per definire i contorni di una disperazione alcolica e proiettata all’impossibilità di replicare il passato.… Read More La primavera romana della signora Stone | José Quintero (1961)

Edoardo e Carolina | Jacques Becker (1951)

Édouard è un giovane pianista tanto bravo quanto sconosciuto. Abita in una specie di bilocale con sua moglie Caroline, con cui litiga prima di un importante concerto. Scappa dalla sala e, prima di riconciliarsi, ha un incontro forse fondamentale per la sua carriera. Tutto qui. Tutto qui? È tutto qui! Cosa? La grandezza teorica della… Read More Edoardo e Carolina | Jacques Becker (1951)

Recensione: Dolor y Gloria

Come Gli abbracci spezzati, ma abbracciando più esplicitamente quell’autofiction qui citata come qualcosa di invasivo e pericoloso perché mica tutti vogliono riconoscersi nelle storie? Eppure è proprio grazie al riconoscimento che spicca il volo nel melodramma più incandescente e struggente. E non lo fa da subito, quando preferisce giocare tra il ripensamento del passato e la fatica del presente.… Read More Recensione: Dolor y Gloria

La corruzione | Mauro Bolognini (1963)

Prima dei titoli di testa, una dotta ed efficace dissertazione sulla differenza tra cattolicesimo e marxismo. Dunque:  La corruzione. Le linee programmatiche del film sono tutte qui: chiare, semplici, didascaliche. Una dimensione politica, nel senso più alto e nobile del termine, così netta da determinare con sfuggente precisione i confini di un film apparentemente schematico… Read More La corruzione | Mauro Bolognini (1963)

Aladdin | Ron Clements e John Musker (1992)

In vista del remake, riprendiamo in mano Aladdin, classico del Rinascimento disneyano tra i più controversi col senno di poi per semplificazione, banalizzazione, standardizzazione, colonizzazione dell’immaginario. Come nasce? Dopo due figure femminili destinate a lunga fortuna (Ariel e Belle), ecco la proposta di un ragazzo intraprendente benché morto di fame, ladruncolo scafato ma buono e… Read More Aladdin | Ron Clements e John Musker (1992)

L’ultimo gioco in città | George Stevens (1970)

Il più attento a mettere in scena il processo dell’innamoramento, Stevens racconta la storia di due disperati che cercano di capitalizzare le loro solitudini in qualcosa di travolgente. Massacrato all’epoca da una critica miope che ne esaltò gli aspetti meno affascinanti, è in realtà uno di quei film hollywoodiani del periodo che ragionano sulla coscienza della fine (di un mondo).… Read More L’ultimo gioco in città | George Stevens (1970)

Recensione: Bangla

Nello sguardo di Bhuiyan scorgiamo sia l’affettuosa e lucida osservazione del suo pezzo di mondo (Torpignattara) sia una capacità narrativa in grado di non isolarsi nella comoda ma sfiatata cornice del bozzetto. In Bangla, infatti, non c’è solo – e detto niente, per inciso – il punto di vista alternativo rispetto alla consuetudine di un italiano di seconda generazione.… Read More Recensione: Bangla

Recensione: I figli del fiume giallo

Ci ha ormai abituato, Jia Zhangke, a seguire la sua idea di film come opera mondo. Nel panorama contemporaneo, il suo cinema puro, stratificato, rapsodico è quanto di più vicino a ciò che in letteratura rappresenta il romanzo: l’epica della modernità che non attraversa i generi ma li usa per architettare un discorso complesso e polisemico, un intreccio di piani del racconto all’interno di partitura che resiste al tempo perché lo domina. Di conseguenza, Jia è un regista totale.… Read More Recensione: I figli del fiume giallo

Doris Day era l’America prima della rivoluzione

Figlia di immigrati tedeschi, nell’immaginario mondiale Doris Day è una quarantenne piacente e stucchevole, la versione domestica, accomodante, conciliante della bionda femme fatale, a suo modo l’apoteosi di un atteggiamento conservatore (votava repubblicano, peraltro) che elegge la donna a rassicurante angelo del focolare dopo tranquille scorribande sentimentali comunque mai davvero di rottura.… Read More Doris Day era l’America prima della rivoluzione

Recensione: Ma cosa ci dice il cervello

Mettere alla berlina l’Italia del pressapochismo, dell’arroganza, dell’ignoranza, del “l’ho letto su Internet”, del “tutti possono fare tutto”. Difendere l’Italia dell’educazione, dello studio, del rispetto verso l’altro, delle competenze. In che modo? Lasciando che sia un pezzo (segreto) dello Stato a proporsi quale Avenger della parte buona del Paese. Per arrivare dove? Ad una deriva utopica e addirittura edificante che finisce per negare la possibilità stessa di quella commedia all’italiana bramata dagli autori.… Read More Recensione: Ma cosa ci dice il cervello

Mi piace lavorare (Mobbing) | Francesca Comencini (2004)

Anna è una donna mite e sola, con padre in casa di riposo e figlia undicenne a carico, fa la segretaria in una multinazionale e non ha molti rapporti con i sindacati. Vittima di una manovra predisposta dall’alto, è costretta ad occuparsi di mansioni più squalificanti che assolve con una dedizione pari al crescente senso… Read More Mi piace lavorare (Mobbing) | Francesca Comencini (2004)

Recensione: Risk

Il film completa il discorso sul groviglio politico-informatico che nel 2010 raggiunse l’acme con la pubblicazione, da parte di WikiLeaks, la testata online fondata da Assange, di oltre duecentocinquantamila documenti perlopiù confidenziali o segreti. All’indomani dello scandalo, Poitras comincia a seguire la vita pubblica di Assange, diventando quasi sua complice nello scontro con le istituzioni e l’intelligence.… Read More Recensione: Risk

Recensione: Stanlio & Ollio

Si ragiona sul senso della fine, sul viale del tramonto di due star più grandi del cinema che non li vuole più; e se ultimo spettacolo deve essere, che sia il più possibile un omaggio, un commiato, un congedo a qualcosa di irripetibile, riproposto malinconicamente benché con estremo professionismo sulle tavole di palcoscenici prima di provincia e poi meno pulciosi e con un pubblico sempre più presente affettuoso.… Read More Recensione: Stanlio & Ollio

Recensione: Avengers: Endgame

Una celebrazione, un omaggio, un’autoriflessione, un film che è al contempo un’opera-mondo. Pensato per il consumo commosso dei fan cinematografici e naturalmente inadatto ad accontentare i lettori del fumetto originale. Comprensibile anche a chi non ha contezza di tutti gli eventi di tutti gli episodi e allo stesso tempo pieno di epifanie, regali, strizzatine d’occhio che sollecitano il coinvolgimento degli spettatori più attenti.… Read More Recensione: Avengers: Endgame

Festival del Cinema Spagnolo 2019 | Recensione: Mudar la piel

Questo family affair trova una dimensione da spy story piuttosto intrigante perché fondata su un intreccio di memoria personale (fondamentali gli interventi della moglie Frauke) e rievocazione storica (per gli amanti del genere: che delizia quel raccoglitore di articoli!), filmati di repertorio e foto inedite che avrebbero potuto scatenare reazioni scomposte, verità e finzione.… Read More Festival del Cinema Spagnolo 2019 | Recensione: Mudar la piel

Festival del Cinema Spagnolo 2019 | Recensione: Las distancias

Le distanze ci informano che siamo fragili, dice una bella canzone che pare essere una delle chiose migliori per commentare Las distancias, secondo lungometraggio di Elena Trapé che ha vinto il primo premio al Festival di Málaga del 2018. In prima battuta, la storia di un viaggio: una donna, due uomini e la compagna di uno di loro si recano da Barcellona a Berlino per fare una sorpresa ad un amico trasferitosi lì per lavoro.… Read More Festival del Cinema Spagnolo 2019 | Recensione: Las distancias

Il deserto dei tartari | Valerio Zurlini (1976)

Ciò che già affiorava nel capodopera La prima notte di quiete (ma anche l’amore impossibile di Estate violenta e il requiem di Cronaca familiare) trionfa qui in una prospettiva certamente meno melodrammatica e più rarefatta: l’attesa dell’arrivo della mitologica popolazione è un tempo che non esiste, è la morte che seduce Drogo conquistandolo infine, quando il motivo di cotanta attesa sta per presentarsi al cospetto di chi vi ha vissuto in funzione.… Read More Il deserto dei tartari | Valerio Zurlini (1976)