Recensione: Favolacce

Come già dimostrato nel folgorante esordio La terra dell’abbastanza, i D’Innocenzo sono pionieri di una terra vergine, che – già era evidente nell’allestimento post-post-neorealista nonché post-post-moderno – è nitidamente quello spazio che qui appare tra il diorama da museo del crimine, il plastico da talk show, un libro pop up, il teatro di posa di un’inesauribile commedia umana.… Read More Recensione: Favolacce

che domenica bestiale/ 2 – Domenica, maledetta domenica di John Schlesinger

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In originale il titolo porta con sé una ruvidità struggente: Sunday, Bloody Sunday. Sarà forse anche per l’omonima canzone, comunque posteriore. Per parlare di uno dei più importanti film (di lento ma dirompente culto) dei tempestosi anni settanta, sarebbe curioso partire dal contesto storico: non di rado si pronunciano termini…

Vacanze d’inverno | Camillo Mastrocinque (1959)

Oltre a intercettare un fenomeno di costume, quello delle lunghe vacanze di Natale dei ricchi nelle mete di villeggiatura (in questo caso Cortina d’Ampezzo, diventata a suo modo simbolo imperituro), è la controparte invernale del più nutrito gruppone di film balneari, produzioni spesso rocambolesche (Vacanze a Ischia pensato da Rizzoli per sfruttare la villa in loco) o bizzarrie commerciali (Costa Azzurra e Brevi amori a Palma di Majorca), risposta a quel Racconti d’estate che perlomeno aveva l’ispirazione da Moravia all’origine.… Read More Vacanze d’inverno | Camillo Mastrocinque (1959)

Recensione: Tornare

Sostiene Cristina Comencini d’aver composto con Tornare partitura per un “thriller dell’anima”, recuperando un’espressione in voga un decennio orsono e oggi pressoché irricevibile. Sia perché un thriller degno d’esser tale è sempre anatomia dell’anima sia perché ne è scorsa d’acqua sotto i ponti dacché bastava tirare in mezzo l’indecifrabile anima per conferire senso, motivo o motore alle storie.… Read More Recensione: Tornare

che domenica bestiale/ 1 – Una domenica in campagna di Bertrand Tavernier

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C’è una storia? Certo che c’è. Sta a priori, a prescindere. Postula tutto ciò che vediamo, dà il senso ad una visione abbacinante. Oltre il momento. Prima di tutto: è un film sull’impressionismo. Formalmente, spiritualmente. Esteticamente, eticamente. Per come è pensato, dove si sviluppa, quando si riverbera. Una situazione:…

Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo | Mauro Bolognini (1956)

È un’Italia onesta e saggia quanto scaltra e bonacciona, quella raccontata dal Bolognini degli anni Cinquanta, più vicina alla commedia umana e umanista di Mario Monicelli e alle anime vivaci di Luciano Emmer che non alle esuberanze un po’ forzate di Gianni Franciolini. Un’Italia che vive ancora la dimensione del rione e del quartiere ma si apre alle possibilità topografiche ed esperienziali di una città in espansione e che riscopre piano piano il valore monumentale della Capitale.… Read More Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo | Mauro Bolognini (1956)

Un tassinaro a New York | Alberto Sordi (1987)

Al servizio di una regia a dir poco sciatta che conferma la mediocrità del Sordi regista, c’è una sceneggiatura che non solo la tira per le lunghe ma soprattutto si rifà a un immaginario derivativo, una sfilza di luoghi comuni, una carrellata di scenette tenute insieme da macchiette senza mordente. Un film francamente imbarazzante che parte da uno spunto sulla carta nemmeno troppo brutto.… Read More Un tassinaro a New York | Alberto Sordi (1987)

Ci sono film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 3

Il cinema italiano è, per molti, un territorio se non segreto almeno misterioso. Perché, d’accordo, tutti – si spera – conosciamo i grandi autori, i capolavori riconosciuti, i classici intramontabili. Ma c’è una zona oscura, che non è quella dei b-movie o degli stracult ampiamente riconsiderati. In questa puntata, riscopriamo… Read More Ci sono film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 3

Lo scapolo | Antonio Pietrangeli (1955)

Tutto sommato, Paolo è quel che si direbbe uno sfigato, ed è la regia di Antonio Pietrangeli a rimarcare gli aspetti più spinosi del personaggio, osservandolo con cautela, distacco, scetticismo. E se la sceneggiatura scritta con Sandro Continenza, Ruggero Maccari ed Ettore Scola approfondisce con acuto umorismo l’identità di un maschio davvero espressione di quella generazione (rampante e meschino, vitale e diffidente, curioso e tradizionalista), è la regia a misura d’uomo a raccontare uno spaccato esplicitamente emaschile che – sorpresa! – è ancora un racconto sulle donne.… Read More Lo scapolo | Antonio Pietrangeli (1955)

Recensione: Bombshell – La voce dello scandalo

L’unico riconoscimento davvero importante raccolto dal film è un Oscar per il trucco e il parrucco. E non è un dato da sottovalutare, dacché il grosso del lavoro è sul grande John Lithgow, che presta il volto e il corpo a Roger Ailes, magnate della Fox accusato di molestie da moltissime dipendenti del network. Va da sé che il trucco prosetico rende Ailes una maschera deforme, un obeso squallido e ributtante, portando la rappresentazione del personaggio un po’ oltre quella proposta da Russell Crowe nella serie The Loudest Voice, sullo stesso argomento.… Read More Recensione: Bombshell – La voce dello scandalo

Mamma mia, che impressione! | Roberto Savarese (1951)

Dove un tempo si vedeva lo sforamento nella farsa, complice il look fumettistico della stessa figura di Sordi, oggi vediamo la perfidia di autori che avevano colto nella maschera di Sordi l’immagine ideale per raccontare un italiano come tanti, più di quanti credessero quegli stessi tanti: trentenne infantile, coperto ad vitam dell’ombrello di una parrocchia edificata sull’omissione e sulla reticenza, prete mancato ma potenziale stalker di povere ragazze, sostanzialmente mediocre e incapace a trovare un posto nel mondo. Un caso umano.… Read More Mamma mia, che impressione! | Roberto Savarese (1951)

Recensione: Vita segreta di Maria Capasso

Come una meteora, Piscicelli riappare con un film piccolo eppure enorme, che sin dai titoli di testa su Splendido splendente rivendica un’adesione al popolare certo non accostabile all’ormai consueto furbo saccheggio del canzoniere italiano né catalogabile come gesto ammiccante di un autore che cerca il favore del pubblico. Anche perché Vita segreta di Maria Capasso fa di tutto per non farsi piacere, sia ai (presunti) dotti proseliti della bella immagine sia agli occasionali sedotti dalla trama.… Read More Recensione: Vita segreta di Maria Capasso

L’ascensore (Quelle strane occasioni) | Luigi Comencini (1976)

Nella Roma deserta di un rovente Ferragosto, a causa di un blackout, un monsignore rimane chiuso nell’ascensore con una ragazza piuttosto sensuale: nell’infinita attesa dei soccorsi, i due prendono a conoscersi a meglio. Un meccanismo narrativo che funziona come un orologio svizzero, una macchina comica esaltata dalla malizia di un rapporto fondato sull’allusione sessuale e sul patto ipocrita tra uomini di mondo.… Read More L’ascensore (Quelle strane occasioni) | Luigi Comencini (1976)

Ci sono dei film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 2

Il cinema italiano è, per molti, un territorio se non segreto almeno misterioso. Perché, d’accordo, tutti – si spera – conosciamo i grandi autori, i capolavori riconosciuti, i classici intramontabili. Ma c’è una zona oscura, che non è quella dei b-movie o degli stracult ampiamente riconsiderati. In questa puntata, riscopriamo Agosti, Brusati, Caprioli, Cottafavi, Greco, Montaldo, Nichetti, Odorisio, Visconti (l’altro), Vivarelli.… Read More Ci sono dei film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 2

Bravissimo | Luigi Filippo D’Amico (1955)

L’immagine di Sordi è sicuramente debitrice all’immaginario iconografico delle riviste satiriche, con quel pizzetto posticcio e l’occhialetto vezzoso che lo rendono un pomposo e anacronistico residuato di un’Italia nostalgica (in senso negativo). Personaggio emblematico di un popolo in transizione, come ben espresso dal paesaggio in cui si muove: i condomini che sorgono nelle lande selvatiche alla periferia, la campagna dove si può trovare la cicoria all’ombra dell’acquedotto.… Read More Bravissimo | Luigi Filippo D’Amico (1955)

Men, Women & Children | Jason Reitman (2014)

A partire dal romanzo di Chad Kultgen, Reitman ha scritto la sceneggiatura con Erin Cressida Wilson, drammaturga che al cinema si è affermata con la commedia erotica Secretary. E l’eros è elemento centrale di questo film spericolato e coraggioso, che scandaglia le pulsione sessuali di un popolo – quello americano – e in particolare di un ceto – la borghesia – repressa in un atteggiamento così puritano da vivere al fine la dimensione sessuale con vergogna, fastidio, angoscia, violenza.… Read More Men, Women & Children | Jason Reitman (2014)

Ci sono dei film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 1

Il cinema italiano è, per molti, un territorio se non segreto almeno misterioso. Perché, d’accordo, tutti – si spera – conosciamo i grandi autori, i capolavori riconosciuti, i classici intramontabili. Ma c’è una zona oscura, che non è quella dei b-movie o degli stracult ampiamente riconsiderati. Questa è la prima puntata di una rubrica in cui parlo di dieci film dimenticati.… Read More Ci sono dei film italiani che nessuno si fila: è il caso di riscoprirli – 1

Amore mio aiutami | Alberto Sordi (1969)

Storia di un matrimonio all’epoca del dibattito sul divorzio, è il racconto di una crisi coniugale che segna un nuovo approdo nel percorso del “maschio familiare” di Sordi: da Seduttore a Scapolo dunque Marito, passando per la parentesi nera da Vedovo e per quella eroticomico di Scusi lei è favorevole o contrario?. Lo schema è inesorabile: la noia della vita borghese, il tradimento per ravvivare il ménage, le conseguenze del dolore.… Read More Amore mio aiutami | Alberto Sordi (1969)

OcchioPinocchio | Francesco Nuti (1994)

Ha un bel dire chi vede nel Pinocchio del film una trasfigurazione del Nuti, disorientato e imbarazzato dal successo tanto da voler ricongiungersi con l’ancestrale genuinità della giovinezza, e dunque infine deciso a ingannare tutti pur di continuare una vita secondo natura. Sfortunato, Nuti, che con OcchioPinocchio fa due film in uno: il mancato film della svolta – che è sconcertante ma interessante proprio per il suo essere malato e maledetto – e il cripto-documentario sul suo rapporto con i Cecchi Gori.… Read More OcchioPinocchio | Francesco Nuti (1994)

Maria Zef | Vittorio Cottafavi (1981)

Penultimo lavoro di Vittorio Cottafavi, che in sede di sceneggiatura si è fatto affiancare dal poeta friulano Siro Angeli (impegnato anche nel ruolo di Barbe). Maestro del melodramma, qui lo lascia affiorare nei colori bruni di una miseria sia sociale che umana, nelle crepe di case rotte per gli effetti devastanti della natura, nei volti affaticati di gente che la speranza non sa nemmeno se appartiene a questo mondo.… Read More Maria Zef | Vittorio Cottafavi (1981)