Bugie bianche (Professione figlio) | Stefano Rolla (1979)

Presentato agli Incontri internazionali di cinema di Sorrento nel 1979, uscito alla chetichella due anni – forse per i guai del distributore Angelo Rizzoli – con il titolo Professione figlio e subito dopo dimenticato, Bugie bianche ha conosciuto una rinnovata quanto rapida attenzione alla morte del suo regista, Stefano Rolla, avvenuta nell’attentato terroristico di Nassiriya in cui persero la vita altre ventisette persone. Per omaggiare la vittima, è stato di nuovo presentato a Sorrento e ancora una volta caduto nell’oblio.… Read More Bugie bianche (Professione figlio) | Stefano Rolla (1979)

Stasera in tv: Santiago, Italia di Nanni Moretti alle 23:30 su Rai3

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SANTIAGO, ITALIA (Italia, 2018) di Nanni Moretti. Documentario. **** Lo ripete due volte: «Io non sono imparziale. Io non sono imparziale». È l’unico momento in cui appare in scena, laterale, di profilo, quasi a negare l’antica convinzione che lo vuole egocentrico («spostati e fammi vedere il film!»). Ha appena intervistato,…

Il marito di Roberta (I nostri mariti) | Luigi Filippo D’Amico (1966)

Insomma, c’è qualcosa che forse non ha funzionato, forse. Oppure: a vederlo tutto intero, non si riesce a dimenticare Il marito di Roberta durante la visione degli altri mariti. Al di là dell’effettiva riuscita, è una mezz’ora perturbante, uno scherzo nero, un incubo dentro l’universo cupo della commedia all’italiana. Una parabola provinciale, nel cuore di Orvieto, che espande l’immagine oscura di Sordi come corpo perfetto delle contraddizioni, dei non-detti, dei dolori del boom economico.… Read More Il marito di Roberta (I nostri mariti) | Luigi Filippo D’Amico (1966)

Tiro al piccione | Giuliano Montaldo (1961)

Negli anni della narrazione antifascista (Tutti a casa, La lunga notte del ’43, Era notte a Roma, Un giorno da leoniper citarne alcuni esempi), Montaldo si dimostra subito cineasta di grande tolleranza e dallo spirito sinceramente democratico: ciò che gli sta più a cuore è capire l’orizzonte umano di un ragazzo, arruolatosi volontario a Salò, che non ha mai conosciuto altro mondo all’infuori di quello fascista.… Read More Tiro al piccione | Giuliano Montaldo (1961)

Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986)

Mai come qui, Lina si dichiara prigioniera del suo stesso cinema e dell’idea che in particolare gli americani hanno della sua prospettiva d’autrice. Notte d’estate ha i colori, le suggestioni, i calori di Travolti, ne è una versione meno melodrammatica e più goliardica. Con battute del tipo «Sono di razza padrona, non do’ confidenza al personale», Lina propone quasi un’autoparodia involontaria di se stessa.… Read More Alla riscoperta di Lina Wertmüller | Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico (1986)

Venezia 76 | Recensione: The Burnt Orange Heresy

James Figueras è un critico d’arte. Ne è in una certa misura lo stereotipo. Affascinante e incalzante, capace di piegare la realtà alle sue esigenze, bugiardo professionista per avvalorare le proprie tesi, addirittura pagato. Una figura fantasiosa, se non fossimo ai piani alti del jet set. A una conferenza (che dovrebbe essere una specie di introduzione teorica), conosce una bella ragazza americana, se la porta a letto e poi le offre un weekend sul lago di Como.… Read More Venezia 76 | Recensione: The Burnt Orange Heresy

Tutti a casa | Luigi Comencini (1960)

Nessun film prima d’allora, e praticamente nessun altro dopo, è riuscito a restituire lo stesso smarrimento di quel decisivo frangente. Basta parlare con i testimoni dell’epoca, fuor di retorica e seguendo il filo di una memoria incapace di mitizzare una circostanza così fondamentale per definire il massimo grado della cialtroneria italiana: il caos totale, alleati diventati improvvisamente nemici, nessuna indicazione dall’alto, i soldati e i civili lasciati allo sbando.… Read More Tutti a casa | Luigi Comencini (1960)

Venezia 76 | Recensione: Tutto il mio folle amore

Il romanzo di Fulvio Ervas raccontava il viaggio in America di Andrea e Franco Antonello. La sceneggiatura di Umberto Contarello e Sara Mosetti trasferisce l’azione tra Trieste, la Slovenia e la Croazia, sviluppando un rocambolesco e commovente road movie che permette a Gabriele Salvatores di imbroccare il suo film più riuscito da anni. Non tanto perché compatto o impeccabile ma perché si dimostra preciso nella costruzione e finalmente vivo nello spirito.… Read More Venezia 76 | Recensione: Tutto il mio folle amore

Venezia 76 | Recensione: Waiting for the Barbarians

L’allegoria sulla quale è incardinato il romanzo di Coetzee è la chiave d’interpretazione privilegiata per un film che, per come è stato immaginato e ripensato, intende porsi su un territorio astratto nella sua concretezza, dove l’impossibilità di definire le coordinate geografiche e culturali dell’impero sta a determinare la possibilità di emanciparsi dalla Storia per collocarsi in una prospettiva più metaforica.… Read More Venezia 76 | Recensione: Waiting for the Barbarians

Venezia 76 | Recensione: La mafia non è più quella di una volta

Dopo Belluscone – Una storia siciliana, Maresco ritorna su quei temi, non solo riconvocando Ciccio Mira, l’orrido impresario colluso che nega l’evidenza della mafia attraverso trasmissioni di dubbio gusto e serata in piazza organizzate per conto di oscuri finanziatori con l’obiettivo di accontentare il popolino. Maresco, tuttavia, non si limita alla riproposizione dell’ovvio orrore, ma fa incrociare il male quotidiano con un raggio di sole: Letizia Battaglia, storica fotografa antimafia.… Read More Venezia 76 | Recensione: La mafia non è più quella di una volta

Venezia 76 | Recensione: A herdade

A herdade guarda a quella tradizione, stagliandosi anche solo per i suoi dati come un film(one) d’altri tempi: per la lunga durata, la qualità di immagini che esaltano i grandi spazi, un repertorio di temi che tra segreti e bugie cercano di unire la storia pubblica e le vicende private. E c’è da dire che è difficile oggi individuare il respiro adatto agli intenti di Tiago Guedes.… Read More Venezia 76 | Recensione: A herdade

Venezia 76 | Recensione: Babyteeth

Il “cancer movie” – e, per espansione, le storie incentrate su adolescenti malati – è tra i generi più forti del recente cinema americano, capace di intercettare il pubblico giovanile che è uno dei più disponibili a presidiare le sale quando il film dialoga con le emozioni e i turbamenti dei ragazzi. L’approdo festivaliero di Babyteeth dimostra anzitutto l’attenzione nei confronti di un filone popolare che spesso rischia di scadere nella melassa più prevedibile.… Read More Venezia 76 | Recensione: Babyteeth

Venezia 76 | Recensione: Guest of Honour

Modulata sui suoni avvolgenti e inquietanti prodotti dallo sfioramento dei calici, dentro una narrazione a scatole cinesi si sviluppa una parabola sulla frangibilità suggerita dai cristalli carezzati, sulla fragilità degli esseri umani feriti a morte dalle pugnalate della vita, sulla fallibilità dei deboli costretti ad immaginarsi forti. Verità, menzogna, reputazione: il guest of honour è il protagonista stesso.… Read More Venezia 76 | Recensione: Guest of Honour

Venezia 76 | Recensione: About Endlessness

Ancora un’antologia di quadretti. Alla ricerca di un senso unitario. Anzi: vignette statiche, a camera fissa. Immagini immobili. Sguardo imperturbabile in superficie, profondamente perturbato in realtà. Dentro queste inquadrature, esistenze in caduta libera. Anche negli interni, si sente la presenza di una città, Colonia, sulla quale non splende mai il sole: il tempo è sempre cupo, il clima percepito è umido, le strade sono vuote o riempite da allegoriche via crucis che occupano gli incubi del prete.… Read More Venezia 76 | Recensione: About Endlessness

Venezia 76 | Recensione: The Painted Bird

Dal romanzo di Jerzy Krosínski, un progetto che Václav Marhoul ha impiegato dieci anni per portarlo sul grande schermo. Ci è riuscito, con un budget consistente, scegliendo non solo un lancinante bianco e nero per definire il desolante orizzonte tragico e soprattutto l’interslavo, una lingua artificiale probabilmente adottata perché solo un idioma creato dall’uomo può essere utilizzato in una storia bestiale che nega l’umanità stessa.… Read More Venezia 76 | Recensione: The Painted Bird

Venezia 76 | Recensione: Il Re (The King)

Con il termine “henriad”, s’intende il corpus delle opere epico-storiche di William Shakespeare, in genere considerata quella costituita da Riccardo II, Enrico IV, Enrico V e Riccardo III. Il Re è anzitutto un esercizio di stile e di scrittura compiuto da David Michôd e Joel Edgerton a partire da quelle opere: una rilettura della storia di Enrico V … Read More Venezia 76 | Recensione: Il Re (The King)

Venezia 76 | Recensione: Martin Eden

Sono tre le istanze messe in campo da Pietro Marcello, al primo film in apparenza mainstream della sua carriera: aggiornamento, adattamento, ripensamento. Una miscellanea intellettuale che evita il pericolo del mischione perché dominata da un autore che – vivaddio – si assume il rischio di disorientare lo spettatore in un film che è in superficie un apologo morale e in profondità un saggio su una nazione.… Read More Venezia 76 | Recensione: Martin Eden