Recensione: Chiara Ferragni – Unposted

La cosa più interessante di Unposted è ciò che effettivamente non è posted. Anzi: postato con i filtri. Una verità piegata alla volontà dell’utente Chiara: la separazione dal socio Riccardo Pozzoli risolta come un passaggio da soap opera, con lei sofferente per le doglie e lui cinicamente pronto a fregarla attraverso l’invenzione di altre società. La rimozione di un personaggio fondamentale per la costruzione dell’icona è il non-detto più appassionante… Read More Recensione: Chiara Ferragni – Unposted

Recensione: Burning – L’amore brucia

Cinema piromane che accende fuochi nel vuoto assordante di vite incomplete, quello di Lee Chang-Dong è un film che per circa un’ora e mezza monta la tensione – con una fluidità e una tenuta del racconto pari all’addomesticamento della gravitas in funzione di un accesso più favorevole nei meandri dell’ambiguità – attorno a un nucleo narrativo costituito prima dalla coppia formata da Jong-soo e Hae-mi, sua compagna di scuola risbucata dal nulla, e poi trasformato in un’inafferrabile triangolazione dalle suggestioni erotiche.… Read More Recensione: Burning – L’amore brucia

Recensione: I migliori anni della nostra vita

Da abile amministratore del se stesso autore popolare, Lelouch elimina il ricordo del revival ufficiale, reinventa un pezzo minore ma intrigante della sua filmografia e ritenta l’incontro tra i suoi eroi in una più struggente dimensione nostalgica che s’incrocia con un’affascinante suggestione cinefila: sono, infatti, trascorsi cinquant’anni da quella storia fallita e, benché ognuno abbia preso la propria strada, nessuno dei due ha dimenticato un amore così travolgente, le cui immagini (del film) ripercorriamo come se i personaggi ne avessero consapevolezza.… Read More Recensione: I migliori anni della nostra vita

Recensione: A mano disarmata

Su sceneggiatura di Domitilla Di Pietro, basata sul memoir della Angeli, Bonivento sceglie l’approccio didascalico. I fatti sono rievocati con trasparenza cronachistica, pur in equilibrio tra privato e professionale. I personaggi, mediazioni di quelli reali, sono funzionali alla narrazione, a costo di risultare piatti senza un reale spessore. È un tipo di cinema antico e a suo modo efficace e popolare, nella misura in cui ambisce a raggiungere facilmente un pubblico disponibile all’ascolto.… Read More Recensione: A mano disarmata

Recensione: Il re leone

L’operazione che la Disney ha scelto, più o meno da subito, è farcire la sontuosità di confezioni perfette e più vere del vero con quelle storie così intramontabili, arricchendole di dettagli e divagazioni che prima non poteva permettersi e oggi, sia per la durata dilatata sia per un certo mutamento nella prospettiva del film d’animazione, si concede di buon grado.… Read More Recensione: Il re leone

Recensione: La vita invisibile di Eurídice Gusmão

Tratto dal bestseller di Marta Bathala, La vita invisibile di Eurídice Gusmão è la quintessenza del mélo. Anzitutto per la costruzione geometrica della regia di Karim Aïnouz – Douglas Sirk benedice e approva, Pedro Almodóvar si compiace – che dispone i corpi delle due donne in modo tale da trasmettere da una parte l’incomunicabilità e il distacco dai congiunti (Eurídice) e dall’altra la solitudine attraverso il primo piano alternato all’orizzontalità della piccola comunità-famiglia che la protegge (Guida).… Read More Recensione: La vita invisibile di Eurídice Gusmão

Recensione: C’era una volta a… Hollywood

Autore di un cinema dentro il cinema, cinefilo nella misura in cui il feticismo ha a che fare con l’amore, Tarantino fa uno scatto del tutto dentro la sua poetica: c’era una volta Hollywood, certo, ma ad Hollywood, secondo le regole del cinema hollywoodiano. La realtà è un canovaccio, il contesto entro cui ambientare una narrazione in gloria della fantasia, della reinvenzione, del ripensamento, i personaggi reali sono spunti su cui ricalcare ipotesi di star plasmate secondo l’idea che l’autore si è creato attraverso la loro vita cinematografica.… Read More Recensione: C’era una volta a… Hollywood

Recensione: John McEnroe – L’impero della perfezione

Ma, più che come un attore sul palcoscenico ovvero il campo in terra battuta che “crea la fiction”, l’idea risiede nel pensare a McEnroe in quanto regista, un autore totale che si realizza attraverso la collera e la furia, ossessionato dal controllo e in costante conflitto con il prossimo (gli arbitri, i cameraman e, en passant, i genitori). Un’operazione sì di montaggio ma soprattutto un saggio critico, perché lavora sul prezioso materiale filmato da Gil de Kermadec nella stagione di gloria di McEnroe. … Read More Recensione: John McEnroe – L’impero della perfezione

Venezia 76 | Recensione: Tutto il mio folle amore

Il romanzo di Fulvio Ervas raccontava il viaggio in America di Andrea e Franco Antonello. La sceneggiatura di Umberto Contarello e Sara Mosetti trasferisce l’azione tra Trieste, la Slovenia e la Croazia, sviluppando un rocambolesco e commovente road movie che permette a Gabriele Salvatores di imbroccare il suo film più riuscito da anni. Non tanto perché compatto o impeccabile ma perché si dimostra preciso nella costruzione e finalmente vivo nello spirito.… Read More Venezia 76 | Recensione: Tutto il mio folle amore

Venezia 76 | Recensione: La mafia non è più quella di una volta

Dopo Belluscone – Una storia siciliana, Maresco ritorna su quei temi, non solo riconvocando Ciccio Mira, l’orrido impresario colluso che nega l’evidenza della mafia attraverso trasmissioni di dubbio gusto e serata in piazza organizzate per conto di oscuri finanziatori con l’obiettivo di accontentare il popolino. Maresco, tuttavia, non si limita alla riproposizione dell’ovvio orrore, ma fa incrociare il male quotidiano con un raggio di sole: Letizia Battaglia, storica fotografa antimafia.… Read More Venezia 76 | Recensione: La mafia non è più quella di una volta

Venezia 76 | Recensione: Martin Eden

Sono tre le istanze messe in campo da Pietro Marcello, al primo film in apparenza mainstream della sua carriera: aggiornamento, adattamento, ripensamento. Una miscellanea intellettuale che evita il pericolo del mischione perché dominata da un autore che – vivaddio – si assume il rischio di disorientare lo spettatore in un film che è in superficie un apologo morale e in profondità un saggio su una nazione.… Read More Venezia 76 | Recensione: Martin Eden

Venezia 76 | Recensione: Vivere

Nelle intenzioni, come suggeriva il titolo di lavorazione Un anno in Italia, avrebbe dovuto essere un romanzo sull’Italia di oggi attraverso le vicende di una famiglia più espansa che allargata. Anzi, su Roma. Perché, in fondo, il nostro cinema romanocentrico, pieno di attori, registi e maestranzi romani, non si occupa mai davvero di Roma se non sulla superficie dello sfondo, della cadenza, della chiusura entro i limiti del Gra.… Read More Venezia 76 | Recensione: Vivere

Venezia 76 | Recensione: Joker

Più che un prequel come avrebbero desiderato i fan più pigri, Joker è lo spiazzante studio psichiatrico che postula il futuro villain. Con il canone visivo e politico del cinema paranoico, parla della società contemporanea e delle sue patologie. Il ritratto di un malato, certo, che non scatena la guerra sociale ma la cavalca all’apice della violenza, diventando, nei panni di un personaggio generalmente associato alla festa e alla gioia, la più inquietante icona del male.… Read More Venezia 76 | Recensione: Joker

Venezia 76 | Recensione: Ema

Scegliendo erotismo e desiderio come chiavi di accesso a un mondo di sensazioni del tutto nuovo per i suoi orizzonti, entra in una dimensione fatta di malie cromatiche e turbamenti tattili dalle quali è lui stesso rapito. E il suo sguardo ipnotico si trasfigura qui in un’ipnosi di cui è vittima, convinto di esercitare un disinvolto controllo della messinscena che in realtà nasconde la visione disordinata di un materiale infiammabile.… Read More Venezia 76 | Recensione: Ema

Venezia 76 | Recensione: L’ufficiale e la spia (J’Accuse)

Se da una parte non si può non sorvolare sul ritorno nel dibattito della questione riguardante la violenza subita da una ragazza all’epoca minorenne da parte di Polański, dall’altra non possiamo non ricordarci l’orizzonte umano da cui proviene il regista. Figlio di deportati nei campi di sterminio, ha sempre vissuto quel comune dolore degli ebrei di essersi salvati, portando questo tema in molto del suo cinema fino all’apice di Il pianista, film con cui questo J’Accuse ha qualche affinità.… Read More Venezia 76 | Recensione: L’ufficiale e la spia (J’Accuse)